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Psiche & Salute

La rubrica “Psiche e salute” offre uno spazio libero per i pensieri, gli interrogativi e i dubbi che costellano la vita di tutti noi. La rubrica è curata dalla Dottoressa Annunziata Coscia, che illustrerà i disturbi più frequenti nella società attuale; è possibile sottoporre delle domande alla dottoressa inviando un email a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tutte le risposte saranno pubblicate online in questa sezione.
La Dottoressa Coscia riceve privatamente presso il suo studio in Via San Francesco, 180 a Montemarano (AV), per prenotazioni ed ulteriori informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


Attenzione alle punture di zecche PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Maggio 2013 08:32  |  Scritto da comunicati

Scampagnate, gite nei boschi e spiagge che iniziano ad essere frequentate, così entra nel vivo anche questa primavera che sta già facendo spazio ad un anticipo d'estate, interrotta solo da qualche acquazzone rinfrescante. Ma più si trascorre tempo all'aria aperta in campagna, nei prati, nei boschi o anche nelle spiagge e più aumentano i rischi di essere punti da qualche antipatico insetto. Non solo vespe e zanzare, con quest'ultime che iniziano ad infestare gli ambienti aperti ma mano che si prolungano i caldi e l'umidità dell'aria aumenta, ma si aggiungono i rischi connessi alle punture di un insetto assai fastidioso per non dire pericoloso: la temibile zecca.

Questo particolare parassita che si attacca al pelo dei nostri "fidi", ma che non esita a pungere qualsiasi animale a sangue caldo e quindi l'uomo, infatti, è portatore della Borrelia, un batterio responsabile di un’infezione assai diffusa ma poco conosciuta, chiamata malattia di Lyme, o borreliosi. Basti pensare che nel solo 2010 negli Stati Uniti questa infezione é stata identificata in 22mila americani con una diffusione così rapida, che é stata paragonata all’Aids.

In Italia, anche se pochi ne parlano, la borreliosi è la più diffusa e rilevante infezione trasmessa da vettore: è seconda solo alla malaria tra le malattie il cui contagio avviene tramite un vettore artropode e nel periodo 1992-1998 ha infettato circa mille persone. In regioni come la zona del Carso, il Trentino e la Liguria è addirittura considerata come una malattia endemica.

Lungi dal voler destare alcun tipo di  allarme e volendo ricordare come la prevenzione sia sempre la miglior medicina, ricordiamo solamente che la malattia di Lyme colpisce la pelle, le articolazioni, gli organi interni e il sistema nervoso. I primi sintomi possono avere un carattere intermittente. Generalmente si presentano in estate e cominciano con una macchia rossa sulla pelle che si espande rapidamente, nella maggior parte dei casi sul dorso, poi nei casi più gravi e quando c'é scarsa informazione e una diagnosi troppo tardiva, possono svilupparsi disturbi più gravi anche di carattere neurologico come meningiti, mialgie, miocardite, linfocitoma cutaneo.

Inoltre, tale patologia si manifesta con disturbi muscolo-scheletrici, problemi alla cute e all’apparato cardiovascolare, disturbi del sonno e del sistema nervoso centrale e periferico.

Come già specificato, la borreliosi una volta tempestivamente diagnosticata, viene curata con una terapia antibiotica specifica, al fine di non consentire una cronicizzazione della malattia e gli effetti negativi indicati. È  ovvio, rileva Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che il modo più efficace per limitare l’infezione e le possibili conseguenze è quello di educare chi frequenta le aree endemiche per limitare il più possibile la puntura delle zecche: quando si frequentano aree boschive e prati bisogna usare vestiti chiari, che consentono una migliore individuazione di tali parassiti, e piuttosto spessi con calzature serrate alle caviglie e maniche lunghe chiuse ai polsi. Dovrebbe essere prassi di chiunque, dopo la scampagnata, effettuare un’attenta osservazione sui vestiti e sulle aree cutanee esposte, così da consentire la rimozione precoce di eventuali insetti, utilizzando una pinzetta, la quale non deve schiacciare la zecca, ma afferrarla nel punto in cui inserisce l’apparato boccale nella cute; la ferita dev'essere ovviamente disinfettata immediatamente. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi, infatti, è tanto minore quanto più breve è la permanenza del parassita nella cute.

In ultimo, anche sulle spiagge sono stati segnalati casi di punture di zecche e conseguenti contagi, sia per la diffusissima prassi di portare i cani in spiaggia che per la presenza di randagi che in alcune località balneari si spostano indisturbati. È ovvio che un tuffo in mare può limitare i rischi di punture, ma un controllo della propria pelle dopo una giornata a mare non fa mai male.


 
Francia: nuovo ammonimento contro il bisfenolo A dalla ANSES PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Aprile 2013 22:21  |  Scritto da Redazione

In Italia continua a parlarsene poco, mentre nel resto d’Europa ed in particolare in Francia, la questione dei prodotti che contengono il famigerato BPA (bisfenolo A) è costantemente sotto monitoraggio e alla pubblica attenzione.

Da ultimo, la francese ANSES, (Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria, l' alimentazione, l'ambiente e il lavoro) ha lanciato nella giornata di ieri un nuovo avvertimento sugli effetti sulla salute del bisfenolo A ancora ampiamente utilizzato in prodotti che vengono a contatto soprattutto in donne in stato di gravidanza ed i cassieri che risultano, particolarmente esposti alla sostanza e quindi ai suoi effetti.

In una "valutazione dei rischi per la salute associati al bisfenolo A," l’ANSES "conferma" gli effetti potenzialmente nocivi del BPA - sostanza classificata come "distruttore endocrino" - che fa seguito ad altri analoghi allarmi lanciati dalla stessa agenzia a partire da settembre 2011. In quel momento, il direttore generale dell’ente, Marc Mortureux, invitò i produttori e gli utenti a sostituire questa sostanza per quanto possibile "in un approccio di prevenzione".

Questa volta, però l'ente pubblico si spinge oltre nel proseguire e rilanciare la sfida, prendendo in considerazione i rischi di esposizioni reali della popolazione al bisfenolo A attraverso il cibo, aria respirabile e il contatto con la pelle.

Sulla base di studi condotti su animali che hanno riguardato anche i livelli di esposizione, l’ANSES ha verificato «un potenziale rischio per il feto delle donne in gravidanza a rischio".  "Gli effetti sono identificati in un cambiamento nella struttura della ghiandola mammaria nel nascituro che può favorire lo sviluppo, in seguito, di tumori". La popolazione è esposta al BPA attraverso la dieta (80% della contaminazione) soprattutto con lattine spesso contengono all'interno un vernice che a loro volta sono composte da BPA.

L’ente governativo, inoltre, ha richiamato l'attenzione sulle bottiglie di plastica tipo "policarbonato" utilizzate per l'acqua.  Queste costituirebbero "una fonte sostanziale di esposizione al bisfenolo A".  Alcune professioni sono più esposte di altre: ciò è particolarmente vero per i lavoratori che vengono a contatto con la carta termica che contiene BPA, come per esempio i cassieri per gli scontrini.

Per questi due casi, la preoccupazione è maggiore per le donne in gravidanza, a causa dei rischi per i nascituri.  L'agenzia parla di loro per le "situazioni di rischio specifico associato all’utilizzo di carta termica e il consumo di acqua in bottiglie in policarbonato".  Nel bambino non ancora nato, oltre ad un possibile aumento del rischio di cancro al seno, il BPA potrebbe influenzare "il cervello e il comportamento, il metabolismo e l'obesità o il tratto riproduttivo femminile".

 Proposta legislativa alla Commissione europea

A seguito di questo nuovo allarme e immediatamente, il ministro dell'Ecologia Delphine Batho ha annunciato che proporrà alla Commissione europea l’introduzione di un divieto assoluto per la vendita di prodotti che contengono BPA. 

Ha anche chiesto all’ente governativo di esaminare altri interferenti endocrini sospetti. Vi è da dire che dopo la prima indagine dell’ANSES, la Francia aveva deciso di vietare il BPA nei contenitori per alimenti, a partire da quelli per i neonati nel 2013, e quelle per la popolazione in generale nel 2015. 

In tal senso l’agenzia ha sottolineato che "La nuova normativa dovrebbe portare ad una significativa riduzione del livello di esposizione al bisfenolo A," che comunque rimane preoccupata per i prodotti di sostituzione utilizzati dall'industria.  "In particolare, in assenza di ulteriori dati scientifici, l'Agenzia non incoraggia l'utilizzo di altri bisfenoli come alternativa al bisfenolo A".  i Bisfenolo M, S, B, AP, FA, F e BADGE, infatti, "condividono una comune struttura chimica ai composti della famiglia bisfenoli", ha rilevato l'ente, che ha chiesto "la massima cautela."


 
Allerta per un misterioso virus killer che sta preoccupando la Germania. PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Aprile 2013 22:15  |  Scritto da Redazione

In questi giorni una patologia misteriosa sta generando preoccupazione in Germania. Secondo quanto riportato da alcuni media in marzo due persone sono morte nei pressi di Amburgo dopo essersi ammalate mentre per altre cinque si sospetta il contagio. Per i medici si tratta di un rebus: un poliziotto di 49 anni è deceduto nella clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf, per una patologia che avrebbe colpito tutti gli organi. Un secondo agente, di 38 anni, che non avrebbe avuto contatti professionali col primo, sarebbe a rischio anche se presenta gli stessi sintomi, una specie di influenza e una polmonite.

Nelle ultime ore anche un'insegnante è morta nello stesso ospedale, dopo un collasso generale degli organi mentre sono sette i pazienti contagiati complessivamente. Secondo un portavoce istituzionale citato dallo Schleswig-Hollsteinische Zeitungsverlag i sintomi sono quelli di una influenza che fanno pensare a un "virus mutato"

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, anche se le istituzioni non hanno fatto scattare alcuna allerta. è ancora troppo presto per confermare la vera dimensione del problema.


 
Giornata delle DONNE : Incontro su Osteoporosi e malattie osteoarticolari : MOC Gratuite il giorno 8 marzo PDF Stampa E-mail
Domenica 10 Febbraio 2013 23:00  |  Scritto da Redazione

 


Giornata delle DONNE : Incontro su Osteoporosi e malattie osteoarticolari : MOC Gratuite il giorno 8 marzo

Osteoporosi 
Lombalgie e cervicalgie 
Sindrome fibromialgica 
e tutte le patologie osteo-articolari al femminile

FEDIOS “Napoli Centro Storico” 
(Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro) 
Giornata di prevenzione delle
OSTEOPOROSI

COMPLESSO MONUMENTALE DI S.SEVERO AL PENDINO - VIA DUOMO 286 - NAPOLI

Screening di massa
MOC GRATUITA
Lo screening è rivolto a:
Donne di età superiore a 55 anni
Donne in menopausa precoce ( prima dei 45 anni)
Persone in terapia con cortisone per più di 3 mesi
Persone con Artrite reumatoide (con certificazione del Reumatologo)
Storia familiare di fratture vertebrali o del femore
Pregressa frattura del polso o altri segmenti per traumi lievi

ATTENZIONE : LE PERSONE CHE NON RIENTRANO IN QUESTI CASI NON SARANNO SOTTOPOSTE ALLO SCREENING
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Allarme farmaci: richiamo da parte della Eli Lilly Nederland B.V. dello Xigris 5 e 20 mg PDF Stampa E-mail
Giovedì 27 Ottobre 2011 12:43  |  Scritto da nello oliva

 Allarme farmaci: richiamo da parte della Eli Lilly Nederland B.V. dello Xigris 5 e 20 mg - polvere di soluzione per infusione con ritiro immediato di tutti gli stock distribuiti

 I pazienti attualmente in trattamento con Xigris devono sospendere il trattamento. Nessun trattamento deve essere iniziato a nuovi pazienti.

 

La Eli Lilly and Company di Indianapolis (U.S.A.), che si colloca tra le prime società farmaceutiche mondiali, ha deciso in data odierna di ritirare dal mercato tutti gli stock del farmaco Xigris distribuiti a seguito di provvedimento dell'Agenzia europea dei medicinali. Questa decisione è stata presa viene, in seguito a  nuove scoperte effettuate con prove cliniche che mostrano una mancanza di efficacia e rimettono in discussione il profilo rischio-beneficio del prodotto. In particolare, questo si riferisce ai risultati di uno studio, dove nel giro di 28 giorni la mortalità in pazienti trattati con  Xigris (N = 846) era del 26,4% rispetto al 24,2% nel gruppo di controllo con placebo (N = 834). I pazienti attualmente in trattamento con Xigris devono sospendere il trattamento. Nessun trattamento deve essere iniziato a nuovi pazienti.

Lo Xigris è una polvere contenuta in un flaconcino che va diluita in soluzione per fleboclisi (iniezione lenta in vena). Il principio attivo è il drotrecogin alfa (attivato). Xigris viene usato negli adulti affetti da sepsi grave, ovvero per dalla presenza di batteri nel circolo sanguigno che producono sostanze nocive (tossine). Le tossine causano un'insufficienza funzionale dei vari organi (cuore, polmoni, reni, ecc.). Xigris viene usato in caso di insufficienza multiorganica (di almeno due organi) e in aggiunta alle migliori terapie previste per il caso specifico. Xigris va usato principalmente se la terapia può essere iniziata entro 24 ore dall'insorgenza dell'insufficienza. Xigris è un medicinale per terapie di breve durata.

Il 22 agosto 2002 la Commissione europea ha rilasciato alla Eli Lilly Nederland B.V. un'autorizzazione all'immissione in commercio per Xigris, valida in tutta l'Unione europea.

Lo Xigris è prescritto anche in Italia e per questo motivo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” sollecita il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a  seguire l'esempio dell'Agenzia francese.

Lecce,  26 ottobre 2011


 
Il cibo tra piacere e condanna PDF Stampa E-mail
Sabato 22 Gennaio 2011 18:34  |  Scritto da Redazione

Morena scrive:

Buonasera dottoressa,

mi piacerebbe e credo sarebbe utile a molte donne se pubblicasse qualche sua riflessione sui binge eating disorder.

Grazie infinite


Cara Morena,

i disturbi della condotta alimentare sono una grande piaga della nostra società tant’è che vengono definite sindromi culture bound ossia specifiche di alcune culture, presenti soprattutto nei paesi occidentali industrializzati e rari nei paesi poveri. I dati statistici mostrano che l’incidenza del disturbo è pari all’8/10% della popolazione nei paesi industrializzati interessando prevalentemente le donne anche se sono stati identificati alcuni casi nella popolazione maschile.

 




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